
Torniamo a parlare del caso Melania Rea. Il gip del tribunale di Teramo, Marina Tommolini, ha negato la concessione degli arresti domiciliari per Salvatore Parolisi, accusato dell’omicidio della giovane moglie Melania Rea nell’aprile dello scorso anno con 35 coltellate. La motivazione della necessità della custodia cautelare in carcere sarebbe la gravità del reato commesso e il rapporto con la figlia di appena due anni, visto che Parolisi viene accusato di avere ucciso la mamma. Salvatore Parolisi, dunque, dovrà attendere l’esito del processo a proprio carico nel carcere di Castrogno, a Teramo. Nel frattempo, arriva la notizia che la piccola Vittoria potrebbe essere parte civile nel processo a cui sarà sottoposto il padre per accertare le sue responsabilità nell’omicidio della madre.
Attualmente la piccola vive con i nonni materni, ai quali è affidata, ma continua a frequentare la famiglia paterna. Nel frattempo, pare che il caporalmaggiore abbia ricevuto la lettera di un uomo detenuto nel carcere di Cosenza per reati di ‘ndrangheta nella quale, firmata in calce dall’autore, parole dure: “Peccato che non ti hanno mandato in questo carcere, perché ti avrei ucciso con le mie mani, le donne non si toccano mai. Ma forse un giorno ci incontreremo, e allora saprò cosa fare”.
La lettera è stata sequestrata dalla procura ed è diventata parte integrante dei dieci faldoni dell’inchiesta sull’omicidio di Ripe. L’identità dell’uomo che ha spedito la lettera è stata subito accertata. Parolisi, dovra’ dunque attendere nel carcere di Teramo l’udienza del 12 marzo, quando si decidera’ se accogliere la richiesta di giudizio abbreviato condizionato a una nuova perizia medico-legale sull’ora della morte, come richiesto dagli avvocati Valter Biscotti, Nicodemo Gentile e Federica Benguardato.
Il caporal maggiore è detenuto dallo scorso 19 luglio e di recente è stato trasferito nella sezione protetti della casa circondariale di Teramo
©2012 Gossip Italiano.it. All Rights Reserved.
.
Fonte: Gossip Italiano

